Contenuti esemplificativi

L’importanza di potere smascherare la mente

Spesso il rapporto tra lo strizzacervelli e il Paziente assomiglia a un gioco tra il gatto e il topo.
Quando il gatto è quasi certo di aver incastrato il topo, questo gli sfugge entrando in una fessura imprevedibile e ricomincia a farsi stanare. Il topo è impaurito; si elettrizza nello sfuggire al gatto, ma non vuole farsi prendere.
Il Paziente spesso conosce le cause del suo disagio, sa di dover affrontarlo e che riuscirebbe a superarlo se proprio lo volesse, ma non vuole ancora impegnarsi a fondo, perciò sfodera tutti gli alibi possibili per rimandare finché può la propria resa mettendo alla prova la competenza e la pazienza del Terapeuta.

Smascherare la Mente in modo diretto, obiettivo e realistico è il passaggio fondamentale per poter interpretare e comprendere la “vera verità” del Paziente.

Sono tante le maschere dietro cui nascondersi.
Ci si maschera per paura, pudore, dignità, vergogna, vittimismo, codardìa, scarsa autostima, risentimento, irresponsabilità, ci si racconta una storia per sentirsi nel giusto pur sapendo che non è così.
Ogni Psicologo e Psichiatra sa perfettamente quanto sia arduo scavare l’animo umano, quante ore e ore di dialogo estenuante, logorante, snervante siano necessarie prima di riuscire a raggiungere una costruttiva intesa con alcuni Soggetti, quante sedute siano necessarie per risolvere un disagio esistenziale abilmente celato o un sintomo organico “di richiamo”.

Il Metodo opera questo smascheramento in modo naturale e fisiologico, usando semplici mezzi biocompatibili e a misura d’uomo – l’Estimo e la Manipolazione – rendendo di fatto concretamente praticabile la Medicina Psico-Somatica.

Smascheramento con l’Estimologia Clinica

Il senso dell’Estimo indaga il Software Mentale di ogni singolo Soggetto al di là di qualunque sua convinzione personale ponendolo semplicemente in risonanza con la vibrazione dei colori e delle pietre. Ciò è possibile in quanto la Mente controlla e regola il nostro Corpo così come l’energia regola e controlla la materia.

Test con i colori per le emozioni
smaschera l’eventuale differenza tra l’atteggiamento esteriore iniziale (di facciata o di copertura) e lo stato d’animo interiore.
Si effettua un primo test all’inizio della procedura e un secondo test al termine della stessa – dopo aver eseguito lo Skin Roll (che rompe la corazza corporea difensiva)

Test con farmaci vibrazionali mirati
consente di effettuare la diagnosi (ansia, depressione, eretismo ecc.): essa corrisponde all’indicazione terapeutica del farmaco di risonanza scelto – e dunque gradito nel contempo anche come cura – dall’organismo stesso.

Il Paziente sottoposto ai test mentali si sente spogliato, scoperto nell’intimo, comunque correttamente interpretato; a volte rimane favorevolmente sorpreso, altre sconcertato; qualcuno si blocca, come per leggersi dentro, balbetta, parla con titubanza; altri si commuovono e iniziano a raccontarsi….

Quel che conta maggiormente sul piano umano è il riscontro di quanto emerge a tu per tu nel dialogo col Paziente.
Le affermazioni più comuni sono: è vero, come fa a saperlo; ma come ha fatto a capirlo; non lo do a vedere ma è proprio così; eh, dottore, se sapesse; ooh! finalmente qualcuno che mi capisce!

Nota bene: l’indagine Estimologica dev’essere eseguita tassativamente prima della Manipolazione.
La potenza energetica e terapeutica delle manovre manuali applicate alla Struttura è tale da poter resettare eventuali disfunzioni Funzionali e/o Mentali in atto, e quindi bisogna evitare di occultarne la presenza.

Il dolore cutaneo di origine emozionale

Il dolore di origine Emozionale, come sintomo fisico, è del tutto simile e indistinguibile da quello puramente Strutturale. I meccanismi fisiopatologici che lo producono – infatti – sono gli stessi che ho già descritto, ma le cause che li mettono in moto provengono da eventi di tutt’altra natura. Pertanto lo contraddistinguono solo i contenuti e le reazioni che da esso emergono.

Gli impulsi elettrici sono uguali in tutti i nervi, indipendentemente dall’effetto che provocano: la differenza del loro effetto (un dolore, un suono, un movimento, vedere qualcosa e così via) dipende dall’area del cervello dove l’impulso arriva ed è elaborato, ovvero dall’organo (un muscolo, un vaso) che riceve l’impulso partito dal cervello.

Lo stimolo proveniente da un’area a contenuto emozionale by-passa la corteccia e provoca – in modo automatico – una reazione emotiva rettiliana: primitiva, istintiva, incontrollabile.

Eppure è proprio in presenza dei blocchi emozionali più difficili da raggiungere e da scardinare con il solo strumento dei pensieri e delle parole che queste apparenti torture vengono accettate di buon grado dai Pazienti (soprattutto quelli che seguono percorsi psicoterapeutici) perché “ne valgono la pena”, dicono.
È fondamentale che il Paziente – consapevole e consenziente – abbia un’esatta comprensione della natura e della provenienza del dolore avvertito affinché riesca a integrarne il contenuto e quindi portarlo a risoluzione.

Il dolore Emozionale ha caratteristiche ben distinguibili da quello Strutturale:

  • è razionalmente insopportabile: intenso, pungente, bruciante, a volte nauseante;
  • può essere collegato ma anche non collegato con i disturbi dichiarati dal Paziente, ovvero non provenire necessariamente da una radice nervosa sofferente;
  • può essere percepito in un’area in cui il riscontro obiettivo è insignificante; per esempio, un dolore che il Paziente lamenta nella zona lombare può non risultare obiettivamente in quell’area e risaltare invece, anche marcato, in altri punti in cui egli soggettivamente non lo avverte;
  • spesso è isolato, a sé stante; è paragonabile a una torcia, perché – in questo caso – emette una luce propria;
  • è decisamente sproporzionato allo stimolo applicato, ovvero molto più forte e profondo di quello che può provocare una modesta manipolazione superficiale;
  • è accompagnato da percezioni di sofferenza, passione, commozione, magone ben riconoscibili e chiaramente evidenti.

Se chiedi al Paziente di descrivertelo, ti confermerà che quel dolore

  • é strano, inquietante, perché sembra provenire non dalla pelle, ma da altrove;
  • gli procura un disagio interiore, una sensazione di sofferenza;
  • è troppo forte per ignorarlo o tollerarlo (le reazioni più comuni sono: “NO NO, basta!” oppure “no, basta, non ne posso più!” quando hai appena cominciato a toccarlo…);
  • sfugge al controllo della sua volontà e della mente (archipallio, cervello rettiliano) e quindi lo induce a reagire con modi istintivi anche bruschi.

Smascheramento con la Manipolazione Clinica

La Manipolazione Clinica del tessuto connettivale fasciale sottocutaneo permette di eseguire lo studio trans-cutaneo diretto della Mente di ogni singolo Paziente (letteralmente Psico-Logia) e di eseguire – nel contempo – un intervento trans-cutaneo diretto di cura sulla Mente stessa (propriamente Psico–Terapia). Adeguatamente stimolata, la pelle rivela pienamente e con precisione le problematiche emotive, gli stati d’animo, l’indole, il carattere, il temperamento e l’istinto della persona.

Rappresentazione grafica dei passaggi salienti

Ecco attraverso quali passaggi la Manipolazione Clinica mostra d’essere un efficace e straordinario strumento di psico-logia e di psico-terapia transcutanea:

  • alterazione della Mimica Posturale come causa fisiologica iniziale;
  • gelificazione di Aree Corporee Simboliche;
  • provocazione del livido diagnostico-terapeutico;
  • attivazione del processo di Deflammazione;
  • solificazione delle Aree Simboliche;
  • vicariazione regressiva dei contenuti Mentali.

Quando si rompe la corazza difensiva Corporea del Paziente con la tecnica della Manipolazione Clinica, gli stati emozionali possono modificarsi anche molto velocemente.
La Persona si libera dalle costrizioni dell’armatura, dal copione quotidiano che in qualche misura deve recitare, libera la passione, l’emozione, l’espressione, e gli impulsi migliori della sua personalità fluiscono di nuovo così che vien messa in grado di manifestare appieno il proprio potenziale.
Questo effetto è molto importante, perché è stato dimostrato che nel Paziente psico-somatico il riconoscimento dei disturbi e delle frustrazioni all’inizio del loro sviluppo – quando l’organico, lo psicologico, il fisiologico e il razionale sono indistinti – assume un ruolo determinante.

Rappresentazione grafica dei passaggi salienti

La Manipolazione attiva un processo di metabolizzazione e disintossicazione profonda di contenuti emozionali risalenti a eventi che a suo tempo sono stati tossici per l’IO.
Il procedimento inverso rispetto all’intossicazione (vicariazione regressiva) fa sì che essi tornino a manifestarsi (più spesso di quanto si possa credere).
L’emisfero sinistro fa di tutto per mantenere rigorosamente ogni cosa sotto il proprio controllo, ma l’emisfero destro ne soffre e lo segnala attraverso varie disfunzioni.

Se una problematica mentale ha provocato tensioni strutturali che generano una disfunzione di compenso (cioè un alibi di copertura), venendo meno la manifestazione esteriore che la maschera il problema ritorna a galla.

Il riaffiorare di questioni apparentemente rappresenta un’opportunità favorevole per avviare una salutare revisione critica personale, non deve preoccupare, né tanto meno essere considerato un passo indietro.
Quanta fatica si fa per tenere un pallone sott’acqua?
Più lo spingi giù e più riemerge con forza.
Similmente, più conteniamo un’emozione sgradita maggiore sarà lo sforzo che dovremo fare per trattenerla, così pure l’esplosione dello sfogo (le improvvise crisi di panico!…).
Perciò conviene sempre permettere alla verità di emergere, di galleggiare, cercare di essere uguali dentro e fuori, risalire alla causa delle tensioni interiori, lasciare affiorare la loro vera essenza, guardarle in faccia, confrontarsi con esse, elaborare adeguatamente il dolore e le reazioni negative che esse inevitabilmente suscitano nell’intimo, infine comprendere e rivedere i propri schemi, programmi, limiti ed errori per superarli.